Struggles pay off. The effect of strikes on workers’ income in Western Europe

Structural Change and Economic Dynamics, 80, 2026

    

Olivier Blanchard’s textbook and the leading figures of the mainstream school of thought argue that strikes only lead to inflation and unemployment, without improving workers’ real wages and living conditions. But the empirical evidence tells a different story. The decline in strikes is at the root of the drop in labor income in Western Europe. Article by Paolo Angelone, Emiliano Brancaccio, Rorita Canale, and Fabiana De Cristofaro.

paper in open access 

Centralization of capital, fall in the rate of profit and their interactions: New empirical evidence

Capital & Class, July 29, 2026

First explored in ‘Libercomunismo’ (Feltrinelli 2026), the unprecedented and crucial relationship between the centralization of capital and the tendential fall in the rate of profit now finds further evidence in advanced tests published in Capital & Class, edited by Owen Worth, one of the world’s leading Marxist journals. Article written with Fabiana De Cristofaro.

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La favola tragica del riarmo a costo zero

il manifesto, 29 luglio 2026
        

“[..] I guerrafondai nostrani festeggiano e ci rassicurano. A loro avviso, il ricorso al prestito “Safe” è estremamente vantaggioso e dimostra pure che non c’è nessuna scelta politica da compiere tra burro e cannoni: per finanziare il riarmo non serviranno nuovi tagli alla sanità, alla scuola o allo stato sociale. Nel campionario di falsità dei cocchieri della guerra, questa rientra senza dubbio tra le più ardite. La realtà del “Safe”, infatti, è ben più infida di quanto venga in queste ore narrato [..]”

articolo completo sul manifesto

“G8 di Genova, momento profetico della morte della democrazia liberale”

Senato, sala Atti parlamentari, 23 luglio 2026

“[..] Che cosa è stata Genova. Cosa ha rappresentato, cosa ha incarnato, e soprattutto cosa ha preannunciato. Sappiamo che è stata definita da Amnesty International come “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Sappiamo dalla Corte di Cassazione che è stata “una sorta di ‘carta bianca’” nell’uso della violenza da parte delle forze dell’ordine, e una “consapevole preordinazione di un falso quadro accusatorio ai danni degli arrestati”. E sappiamo, dalla Corte europea dei diritti, che a Genova è stata praticata la “tortura”. Insomma, una “macelleria”, una “mattanza”, come è stata variamente e giustamente definita. Però Genova non è stata solo questo attimo terrificante, non è stata solo questo momento di orrore nella storia politica e sociale italiana. E’ stata anche qualcosa di più. Perché, se leggiamo Genova in retrospettiva, ebbene scopriamo che in realtà, in profondità, Genova è stata anche segno annunciatore, indizio premonitore, diciamo pure momento profetico, di una tendenza storica generale. Vale a dire, Genova è stata in un certo senso Cassandra premonitrice di una tendenza storica, verso l’erosione, diciamo pure verso la potenziale distruzione, dei diritti basilari della cosiddetta democrazia liberale. Tendenza, ahinoi, comprovata dai dati. Basta guardare, per esempio, i numeri del celebre V-Dem Institute dell’Università di Göteborg. I dati ci dicono che, a partire dall’inizio di questo secolo […]

(stralci dalla relazione di Emiliano Brancaccio all’iniziativa ‘Vento a 25. Genova soffia ancora’, organizzata presso il Senato, sala degli Atti parlamentari, il 23 luglio 2026).

 

Link all’intervista su Sole 24 Ore tv

Brancaccio: “Grazia a Roggero? Sia chiesta anche per Battisti”

Contropiano.org, 23 luglio 2026

Il professore della Federico II aderisce all’iniziativa di Contropiano.org, che in risposta alla campagna del governo per la grazia a Mario Roggero propone la grazia pure per Cesare Battisti, attualmente all’ergastolo anche per il coinvolgimento con i “proletari armati per il comunismo” nell’omicidio del gioielliere Pier Luigi Torregiani, accusato di avere ucciso un rapinatore.

“[..] potrebbe rivelarsi un modo per sottrarre l’istituto della grazia presidenziale dalle pressioni politiche del governo. Consentirebbe di chiarire che l’eventuale grazia dei condannati non ha nulla a che fare con la legittimazione né di chi spara compiendo una violenza privata in difesa della proprietà né di chi spara in nome di una violenza politica che vorrebbe vendicare quella violenza privata. Salverebbe l’istituto della grazia dal rischio che venga interpretato come un “liberi tutti”, un incitamento ad armarsi e a farsi giustizia da soli. E aiuterebbe a disinnescare le provocazioni delle destre, che ogni giorno che passa ci fanno compiere un piccolo passo avanti verso una nuova, nera notte della repubblica. [..]”

Intervista su Contropiano.org