Senato, martedì 28 aprile 2026
Dibattito con Giulio Tremonti ed Emiliano Brancaccio sul tema: “Governare la tendenza. Una discussione intorno al volume Libercomunismo”.
il manifesto, 16 aprile 2026
” [..] La retromarcia più imbarazzante riguarda l’idea del riarmo come fattore di deterrenza. In una piccola nota a piè di pagina, il rapporto contraddice sé stesso, ammettendo che la letteratura scientifica in tema smentisce l’idea che una maggiore spesa militare riduca la probabilità di conflitti futuri. Un piccolo sussulto di coscienza da parte degli estensori del rapporto, che sia pure con qualche eufemismo ammettono che il rischio è esattamente opposto. Spesso le armi vengono prodotte, guarda caso, per essere poi usate. E la spesa per armamenti può rivelarsi il preludio di guerre su più vasta scala [..]”
Camera dei deputati, 14 aprile 2026
Indagine conoscitiva sulla competitività del sistema Italia, sulle dinamiche del PIL nel periodo 1992-2025 in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica: – Emiliano Brancaccio, professore di economia politica presso l’Università degli studi di Napoli Federico II.
The World Economy, 12 April 2026
Those who are unfamiliar with the empire’s material structure will never understand its crisis / chi non conosce la struttura materiale dell’impero non capirà mai la sua crisi
The World Economy, 12 April 2026
U.S. COMPETITIVENESS AND EXTERNAL DEBT: SOME OVERLOOKED ASPECTS OF THE CRISIS IN THE AMERICAN ‘ORDER’
by Emiliano Brancaccio and Fabiana De Cristofaro
ABSTRACT. In the prevailing analyses of the crisis of the so-called American-led world ‘order’, one topic has been quite neglected: the impact of price competitiveness on the U.S. current account and the related International Investment Position. Despite the relevance of valuation changes, we argue that current account dynamics remain relevant to U.S. International Investment Position, with the real exchange rate influencing both flows and stocks. Drawing upon and refining Milesi-Ferretti’s framework, we explicitly incorporate the real effective exchange rate into the analysis, in order to show that a decline in price competitiveness could be one of the factors underlying the deterioration of the U.S. external accounts. This link could be one of the neglected factors behind the protectionist turn of the United States and the related crisis of the American-led ‘order’.
INTRODUCTION. In a debate with one of the authors of this paper, former Governor of the Bank of Italy and ECB board member Ignazio Visco stated: ‘The US net position has indeed worsened, but this is due to an appreciation of the dollar and an increase in stock values. However, this seems to reflect the strength of the US economy at this time, not its weakness’. In the same discussion, Visco argued that the U.S. shift towards protectionism depends not so much on foreign debt problems as on a failure to redistribute the gains of globalization, which has penalized American industrial workers in particular (Brancaccio and Visco 2024). Visco supports his position by referring to Milesi-Ferretti, who states that the deterioration of the U.S. external debt contained in the Net International Investment Position depends essentially on ‘valuation changes’ […]
l’Unità, 10 aprile 2026
Fuori dai progetti neo-imperiali, meno regalie al capitale privato e più vincoli alle imprese su salari, salute e ambiente: si può liberare un enorme potenziale di sviluppo, a beneficio della collettività e non più dei soliti noti
Dopo la sconfitta referendaria, Giorgia Meloni e il suo governo si presentano in parlamento in affanno. Le opposizioni intravedono l’occasione di una svolta, ma quale può essere il programma, quali i concreti obiettivi di una possibile alternativa al governo delle destre? Ne discutiamo con Emiliano Brancaccio, docente di economia politica alla Federico II, autore di Libercomunismo, uscito con Feltrinelli, e di un editoriale sul manifesto che sta facendo discutere.
Professor Brancaccio, come giudica l’informativa della premier in parlamento?
Ricordo che fino a poco tempo fa Meloni sponsorizzava Trump per il Nobel per la pace e il vicepremier Salvini si dichiarava orgoglioso di stringere la mano a Netanyahu durante il massacro di Gaza. Se oggi gli Stati Uniti e Israele insistono con le loro azioni devastatrici, è anche a causa di queste forme di subalternità da parte dell’Italia e di altri paesi compiacenti. Al di là della questione giustizia, il referendum ha lanciato un messaggio contro questa disastrosa politica estera, che sta avendo pesanti ricadute anche sulla politica economica. Un’autocritica da parte di Meloni sarebbe stata opportuna. Non è arrivata.
In effetti, il nodo della politica economica si annuncia il più difficile di tutti. Meloni dice che ha fatto tutto il possibile contro il caro-bollette..
Gli interventi del governo sono regressivi, aiutano ricchi e poveri allo stesso modo e quindi in proporzione favoriscono i ricchi. Così non va bene.
Meloni però dice che le opposizioni non hanno un programma alternativo. In effetti già litigano sulla patrimoniale, Giuseppe Conte non la vuole..
Le opposizioni dovrebbero partire dalla realtà dei fatti […]
(Link all’intervista completa di U. de Giovannangeli su l’Unità)